LA VITA DI UN ITALIANO IN IRLANDA RACCONTATA CON DIECI BIRRE

Beer

Non c’è niente da fare, al netto del nostro innato attaccamento ai valori enogastronomici della penisola tricolore noi italiani giunti nell’isola di smeraldo dobbiamo fare i conti con una inaspettata e amara realtà.

Nel mondo delle birre Irlanda batte Italia.

Non è solo questione di gusti, in Irlanda la birra è parte integrante della vita di tutti i giorni. E’ un diamante incastonato, impossibile da estrarre. Uomini, donne, giovani, anziani. Tutti gli Irlandesi concentrano una buona fetta di vita “having the Craic” al pub.

E l’italiano che arriva si adegua quanto prima, provando a reggere il ritmo dei nuovi amici indigeni.

Ecco come dieci birre possono raccontare l’esperienza di un Italiano in Irlanda:

(attenzione, non è una classifica di gradimento)

 

  • GUINNESSGuinnes

La regina delle Stout rappresenta l’ambizione. La maggior parte degli italiani parte conoscendo ben poco della realtà che troverà nella nuova terra. Ma statene certi, di sicuro avrà sentito parlare della birra di Sir Arthur. Il ricco imprenditore di County Kildare parte da un microbirrificio di campagna, si espande continuamente fino a diventare il re indiscusso della produzione di birre dell’isola. Non solo, rappresenta anche un vero e proprio mito per gli irlandesi, avendo contribuito a portare numerosi posti di lavoro, sviluppo della città, partecipazione politica e, non ultimo, aver elargito grandi quantità di denaro ai meno abbienti. Senza ombra di dubbio l’autorealizzazione di ogni italiano all’estero non può che essere rappresentata dal mito di St. James Gate.

 

  • SMITHWICK’SSmithwick s

La nota Red Ale rappresenta la stabilità. Non è conosciutissima in Italia, ma è la seconda per importanza in Irlanda. Antichissima produzione di Kilkenny, dopo qualche settimana diventa, per l’italiano all’estero, una birra ricorrente, sempre presente nel quotidiano a discapito dei mille tentativi di pronuncia che dovrà sfoggiare per farsi capire dal barista di turno,
incolpevole del nostro orripilante accento. E questa mutazione delle abitudini è lo specchio perfetto di come ogni Expat piano piano ricomincia ad avere una stabilità quotidiana fatta di amici, posti, Luas, bus e, di sicuro, Pubs.

 

  • OYSTER STOUTOyster

L’originalissima birra della mini-catena di pubs “Porterhouse” rappresenta l’andare controcorrente. Ogni emigrante conosce bene la sensazione che ha provato nel partire da casa. Tutti quei “ma dove vai?”, “ma perché non ti sforzi a trovare qualcosa in Italia?” o il ben peggiore “tanto tra un mese sei ancora qui punto e a capo”.

E invece no.  Lui parte, si impegna, suda sangue e alla fine si realizza. Alla faccia loro. Più o meno la stessa soddisfazione che devono aver provato i mastribirrai del Porterhouse quando pensarono di creare una alternativa alla regina Guinness. Di sicuro qualcuno avrà detto loro: “Ma cosa fate? Non reggerete il confronto! Vi seppelliranno!” e loro invece sfondano. La Oyster è un must. La birra di chi osa.

Curiosità? Vengono aggiunte ostriche nel tino di fermentazione. Da qui il nome della birra.

Più osare di così…

 

  • GALWAY HOOKERGalway Hooker

La Irish Pale Ale della costa ovest rappresenta l’Avventura. La Galway Hooker è il nome di una tipica imbarcazione da pesca irlandese. Dopo qualche settimana di permanenza a Dublino, ogni Italiano comincia ad avventurarsi alla scoperta delle altre località irlandesi più o meno famose. Scopre così il vero volto dell’Irlanda, quello fatto di prati verdi smeraldo, colline e scogliere, pecore e pastori. “Dal Donegal alle Isole Aran e da Dublino fino al Connemara” Fiorella dava già appunti di viaggio. Ma anche Killarney, Kerry, Giant’s Causeway…

 

  • HARPHarp

La bionda Lager, di proprietà della Guinness, rappresenta la serenità d’animo. Non tutti riescono a bere tutti i giorni birre di corposità incisive come la Guinness, la Oyster, la Kilkenny. Così come un emigrante non può assolutamente farsi sopraffare dalle pesanti avversità che incontrerà ogni giorno nella sua nuova esperienza. La Harp, bionda dalla facile beva, rappresenta il rilassarsi, il godersi la tranquillità dei piccoli momenti, perché ogni esperienza può rendere la vita un po’ migliore, se presa con lo spirito giusto.

 

  • MCGARGLES

Medio-piccoli produttori ma con un’ampia scelta di birre per ogni gusto: IPA, PA, Red Ale, Stout, Cider. Questa produzione artigianale rappresenta fedelmente il loro popolo, gli Irlandesi. Questo popolo, con tutte le sue diversità, diventa la nuova famiglia dell’emigrante, costretto a non capirli mai, nemmeno dopo anni. Con quell’accento forte, quel loro essere così aperti e amichevoli dentro al pub e così chiusi e radunati tra loro la mattina in ufficio. Con quel divario sociale marcato che vede contrapposti piccoli malviventi da strada e grandi direttori di banche straniere. Con quelle abitudini alimentari McGarglescosì assurde per l’italiano che invano tenterà con ogni sforzo possibile di convincerli a non prendere il cappuccino con la pizza, perché no, proprio non si fa.

Il popolo che nasce da tradizioni antiche di vita di campagna e di allevamenti, invaso letteralmente dalla modernità delle multinazionali, costretto a diventare Hi-Tech per non dover a sua volta emigrare in Canada o negli Usa alla ricerca di quel lavoro che non c’era, che portò alla disperazione più nera quelle lande piovose, adesso destinazione di tutte le culture del mondo. Loro adesso sono in netta minoranza. Piccoli, ma unici e genuini. Come la McGargles.

 

  • BULMERS CIDERBulmers

No, non è propriamente una birra, bensì sidro di mele fermentato per anni. Questa bevanda rappresenta il lavoro e le opportunità dell’italiano all’estero. Croce e delizia, o l’ami o lo detesti. Difatti tutti i nuovi arrivati alla ricerca di un tanto agognato impiego si piegano a fare ogni genere di lavoro, anche i più detestabili in patria natia. Call-centre, scaricatori, lavapiatti e così via. Lavori spesso denigrati in patria diventano onorevoli in Irlanda, dove il concetto di Meritocrazia è ben più applicato che nella penisola. E finisce per piacerti, perché i tuoi sforzi vengono riconosciuti e premiati, tant’è che poi fai carriera, partendo dal basso. La gavetta, quella vera. Così vale per il sidro, spesso il primo bicchiere non piace, il secondo lascia perplessi, ma dal terzo in poi ti ci abitui fino a fartelo piacere.

Ci sono poi le persone che lo amano da subito, facendone bevanda abituale. Così come molti italiani hanno trovato la loro dimensione professionale immediatamente. Forse perché in Italia non c’era posto per loro o non era così ben pagato. In Irlanda lo hanno trovato. Esempi? Spesso chi lavora nei settori specializzati IT o Farmaceutica viene assunto velocemente e con lauta paga, anche il triplo rispetto all’italia.

 

  • PATRICK’S GREEN BEERGreen beer

Non è un marchio, non la troverete negli Spar d’Irlanda. Durante la celebre festa di San Patrizio molti pub colorano la birra alla spina di verde, aggiungendo colorante blu alla pinta. I birrifici più arditi la producono aggiungendo una particolare alga al processo di fermentazione. Essa rappresenta il divertimento dell’italiano all’estero. Quale città è più viva e ricca di Dublino? Musicisti, artisti di strada, concerti h24, feste private (ma dall’imbucata facile), uomini e donne di tutte le razze e birra a fiumi. Di certo un ottimo modo per combattere la routine quotidiana del vostro periodo all’estero.

 

  • HEINEKEN, BUDWEISER, COORS & AMSTEL

Non sono birre Irlandesi, lo avrete pensato tutti. Beh, avete ragione. Almeno in parte.

In realtà in Irlanda un po’ irlandesi lo diventano. A causa degli elevati costi di trasporto e dei dazi doganali inaffrontabili, le grandi marche commissionano la produzione delle loro birre ai due colossi dell’isola Coors Miller Heineken Amstelsmeraldo: la Guinness e la Murphy’s. Queste birre rappresentano tutte le persone che l’expat italiano incontrerà in Irlanda. Vi troverete a condividere la casa con gente proveniente da tutto il mondo. A lavorare con persone di culture completamente diverse dalla vostra. E questo vi aprirà la mente. E vi convincerà anche che magari una bella brace con i ragazzi argentini se la batte con gli arrosticini abruzzesi. E che i polacchi hanno uno stile di vita molto più simili a noi di quanto non si pensi. E che noi italiani un po’ rumorosi e cafoni, a volte, lo siamo davvero.

 

  • PERONI NASTRO AZZURROPeroni

La birra Italiana più venduta al mondo è anche la birra italiana più presente nel mercato Irlandese. La troverete in centinaia di pubs. Non la prenderete praticamente mai. Ma la noterete sempre. Lei rappresenta al cento per cento la Malinconia. Quello che vi portate dentro dell’Italia e quello che avete lasciato giù. Non è detto che a tutti manchi il proprio paese d’origine, ma di sicuro la maggior parte proverà spesso questa sensazione, magari risvegliata da i più classici luoghi comuni come veder prendere un caffè americano, una pizza con l’ananas o più semplicemente sentendo un irlandese che saluta un suo connazionale con un italianissimo “CIAO”.

 

Alessio Franchetti

 

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