GLI 8+1 ESEMPLARI DI ESULI ITALIANI ERRANTI

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ATTENZIONE. Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente intenzionale.

Giunge il momento di un piccolo esame di coscienza. È ora di guardarsi intorno, e pure un po’ dentro, stilando una piccola lista di tipologie di immigrati che invadono i territori sconosciuti aldilà delle Alpi. Sarà un percorso lungo e tortuoso e insomma si sa, come diceva una vecchia saggia, la verità fa male, ma in un modo o nell’altro si dimostra sempre utile. Quindi partiamo.

1- Il comparatore: colui che, appena messo piede in territorio straniero, inizia a fare paragoni su qualsiasi cosa gli capiti a tiro: dal modo di vestire o di parlare della gente, alle maledettissime condizioni atmosferiche, alle stagioni, al cibo, al livello di criminalità presente nella nuova giungla, fino ad arrivare ai cliché più noti come prezzi delle case, costo della vita ed efficacia dei mezzi pubblici. Diventa, improvvisamente, critico musicale, meteorologo, master chef, sociologo e agente immobiliare in meno di un millesimo di secondo. Questa categoria presenta un’ampia gamma di individui, dal comparatore amatoriale a quello ossessivo compulsivo che, se potesse, paragonerebbe perfino il numero di denti in bocca delle persone (o sono gli stessi?). Ma che cavolo a casa nostra è tutto diverso!

2- Il consigliere: questo tipo di personalità, invece, sa sempre cosa fare, quando e come. Dispensa consigli a raffica basandosi solo ed esclusivamente sulle sue esperienze e sulla sua formazione personologica in base alla quale decide cosa gli altri (tutti gli altri) debbano fare. La sua empatia scarseggia ma, in compenso, è un tripudio di sicurezza e conoscenza.L_ottimista

3- Il positivo: parte dall’Italia convinto che qualsiasi cosa gli capiterà, anche la peggiore, potrà comunque avere effetti positivi quantomeno sulla sua persona e a livello di bagaglio di esperienze. Nessuna casa diroccata o improvvisa pioggia estiva abbatteranno il suo umore, fronteggia le sue giornate con una marcia in più e riesce a scovare, talvolta con grande fatica, l’aspetto utile in qualsiasi situazione affronti. Si confronta con la nuova realtà senza troppi indugi o incertezze, consapevole e assolutamente convinto che vedere cosa c’è fuori dalla zona di comfort (anche se si tratta della carbonara di pollo) risulti indispensabile per la crescita e la formazione di ciascuno.

4- Il critico: non ne vuole proprio sapere di lasciare andare vizi e virtù del nostro bel paese e passa il suo soggiorno, che si dimostrerà certamente un incubo e comunque molto breve, a criticare qualsiasi aspetto della sua nuova vita. Entra, così, in un infernale meccanismo di autoconvincimento mentale che lo porterà a tornarsene a casa sicuro che è proprio lì che si trova il vero paradiso. Insomma critico sì, ma spirito critico no grazie!



5- Il curioso: è ossessionato dalle culture e dagli usi e i costumi diversi, si vuole informare di qualsiasi cosa gli capiti a tiro, dalla storia di Molly Malone agli esatti ingredienti della Guinnes fino a giungere alla tradizione storica del popolo di cui fa parte al momento. Nonostante le difficoltà che la nuova lingua comporta, cerca sempre di chiedere aiuto ai locali per conoscere curiosità affascinanti sulla loro storia. Insomma, il curioso è quel genere di italiano che colleziona brochure, che non entra in nessun museo senza un’audioguida alle orecchie e che fa sicuramente tante, troppe domande.

6- L’ignavo: nessuna emozione traspare in loro, nessun entusiasmo o indignazione, nessuna gioia o polso arterioso attivo. I loro sensi sono intorpiditi e deambulano per la città come se stessero passeggiando per le vie semi desolate delle città da cui provengono, senza infamia e senza lodo, senza prestare attenzione ad alcunché che li circondi. In genere l’ignavo afferma di vivere alla giornata, così come viene, senza alcun progetto, celando la sua totale mancanza di iniziativa con una presunta indole ribelle molto anticonformista.combattivo

7- Il combattivo: ha fiducia in sé e nelle sue capacità. Sente di poter fare la differenza e cerca in tutti i modi di far valere le sue qualità nel nuovo paese. Lotta, si mette alla prova e non sfugge al confronto, anche quando il risultato finale potrebbe concretizzarsi in un insuccesso. Non ha paura di sbagliare o di cadere perché sa che si rialzerebbe e ci riproverebbe fino alla conquista del suo obiettivo. Le difficoltà iniziali non lo scoraggiano e sente di poter conquistare il mondo con le sole sue forze. Probabilmente sarà difficile, ma è comunque uno spirito e un’attitudine alla vita che aiuta molto.

8- Il veterano: lo so non dovrei dirlo, ma questo è il mio preferito. Sono molto più diffusi di quanto si pensi e si tratta di coloro che vivono nella nuova nazione già da molto tempo e sono i possessori indiscussi della verità assoluta. Quella universale, incontrastabile ed ineludibile. Il veterano è una persona vissuta, con grande conoscenza di tutte le dinamiche che compongono il nuovo stato ospitante. Dalla burocrazia, alle abitudini culinarie, alla storia antica, alle dinamiche di lavoro, nulla sfugge al veterano. La sua suprema conoscenza gli conferisce il diritto di schiacciare, deridere, schernire e scoraggiare ogni nuovo arrivato. Perché loro sono l’eccezione alla regola, i più forti, i sopravvissuti e non, in realtà, solo uno dei tanti che ce l’hanno fatta. Non regalano mai parole di conforto, prediligono il pessimismo e il loro motto è “meglio una brutta verità che una bella bugia” e si prodigano affinché nessuno di coloro che arrivano si faccia false illusioni. Sono gli individui della ragione, della realtà, della logica. Loro sanno. Loro conoscono. Loro decidono se una domanda è intelligente oppure no, dimenticandosi che ci sono momenti della vita così incerti che ti servirebbe la conferma di tua madre per essere sicuro di quale sia il tuo nome. E quello che in realtà potrebbe fare di loro delle perfette guide per i più giovani o i poveri nuovi arrivati spesati, al contrario fa di loro semplicemente dei tiranni che sperano negli insuccessi del prossimo e godono delle loro insicurezze solo per aiutare il loro ego a sentirsi speciale e un po’ meno comune di quanto in effetti non sia. Del resto, è più ignorante chi non sa e chiede o colui che pur sapendo si fa beffe di colui che non sa ma vuol sapere? (probabilmente una domanda ignobile anche questa)

9- E poi c’è lui. Quel tipo di italiano che scrive di altri italiani. Quello ironico, un po’ sopra le righe che non vuole offendere ma riflettere e far riflettere. Quello che si guarda intorno e con il suo minuscolo contributo vorrebbe rendere il mondo un posto migliore, quello che invita coloro che si sono dimenticati ciò che sono stati a riappropriarsi di quelle emozioni ormai sopite e coloro che, invece, quelle emozioni le stanno vivendo a tenerle sempre vive dentro di sé perché saranno utili per aiutare gli altri e contribuire a loro volta a rendere il mondo un posto migliore.

Insomma, qualunque esemplare voi siate, non dimenticatevi mai chi siete stati o ciò che siete. Vivete la vostra vita nella gioia dei vostri successi e infondete quel coraggio a chi ne ha bisogno. L’atteggiamento distruttivo non è tipico dei vincenti. Non siate dei perdenti. Mai.

Eleonora Pischedda

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